La potenza dell’eredità
letteraria di un romanzo che ha segnato un’epoca e una nazione può essere tale
da riecheggiare addirittura nei nuovi media moderni: al di là della valenza
storica di un’opera, personaggi e ambientazioni se ripresi con criterio e tanta
creatività sono in grado di creare hype
attorno a un titolo videoludico come raramente è accaduto.
È questo il caso di Black Myth: Wukong, videogioco action
con elementi da gioco di ruolo in arrivo anche su PlayStation 5 grazie a Game
Science, casa di sviluppo cinese che ha annunciato l’uscita per il giorno 20 agosto 2024, dopo molte traversie e
ritardi.
Fonte d’ispirazione, come vi
accennavo in apertura, è il famoso romanzo Journey
to the West, che come i più affezionati alle opere del compianto Akira Toriyama
sapranno, è l’opera alla quale il mangaka si ispirò per creare il personaggio
di Goku, seppur le differenze tra il Sayan e il Re Scimmia sono molte. Nel
titolo dei Game Science protagonista dunque sarà Wukong, guerriero scimmia
dotato di poteri e abilità sovrannaturali e che è apparso in svariate versioni
su quadri e illustrazioni, serie tv (perlopiù famose in patria) e con
moltissimi richiami in altre opere appartenenti a media differenti.
L’aura di leggenda attorno al Predestinato, così infatti verrà
chiamato inizialmente durante il gioco, è da sempre fonte di ispirazione sia
per il fascino che evoca la sua figura che per l’inserimento nella mitologia
cinese, costituita da storie affascinanti e miti che fondano le loro radici
nelle profondità più vaste della cultura orientale: dalle immagini diffuse del
gioco abbiamo già potuto constatare quanto siano ben fatte le movenze di Wukong
e assolutamente spettacolarile coreografie con le quali ci
ritroveremo ad affrontare boss potenti e nemici che si frapporranno con ardore
tra noi e la ricerca della verità.
Nel trailer, la grandiosa apparizione sulla
scena del drago vale da solo il prezzo del biglietto e fornisce un livello di
esaltazione pari a un ipotetico scontro tra Goku e Vegeta contro Sheron, tanto
per stare in tema.
Lo sviluppo del gioco è stato
tenuto sotto silenzio per molti anni e la stessa trama principale che muoverà i
passi del Re Scimmia è stata rivelata in parte, mantenendo un nebuloso velo di
mistero da parte degli sviluppatori: che sia una strategia commerciale per far
salire l’hype a livelli vertiginosi?
Come sappiamo, il gioco si avvale
del motore grafico Unreal Engine 5,
un nome evocativo e altrettanto potente nell’industria videoludica quanto
Wukong lo è per i cinesi e la loro storia millenaria: la grafica si presenta
dettagliata e sembra reggere bene i numerosi scontri e cambi di prospettiva che
un gioco incentrato sull’azione e sui combattimenti
impetuosi deve assolutamente enfatizzare.
Non sappiamo se Wukong manterrà esattamente le caratteristiche
della sua controparte cartacea: considerando che si dice possa smuovere persino
due montagne con la forza delle sue possenti spalle, ci viene difficile pensare
che un’abilità del genere possa essere integrata in una ruota di sviluppo talenti:
certo è che la statura letteraria di un personaggio così importante per la
cultura cinese costituisce una responsabilità non da poco per quelli di Game
Science: se le promesse suggerite dai trailer ad alto contenuto adrenalinico e
spettacolare verranno mantenute, ci troveremo al cospetto di una killer application in grado di smuovere
davvero montagne… di copie vendute e ore e ore di gioco per coloro che cercano
una sfida impegnativa con il sapore del Mito.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
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