Nintendo si è sempre distinta per la sua capacità eccezionale di sapersi evolvere nel tempo senza snaturare i punti cardine della sua filosofia: divertimento, tradizione e innovazione. Un trittico non da poco, in un'epoca di remake spesso fini a se stessi e che non sono stati in grado di trasporre l'anima originale del gioco di riferimento.
Quindi possiamo immaginare il fermento tra i giocatori di lungo corso, quelli definiti hardcore dagli addetti ai lavori, quando sul finire del 2023 è stato annunciato Contra: Operation Galuga, un roboante seguito del leggendario franchise dedicato ai soldati tutti d'un pezzo usciti da quel vulcano di idee targato Konami.
La saga storicamente vanta un numero importante di capitoli: il primo vide la luce nel 1987 e fu uno dei tanti videogiochi che definirono i nuovi standard per le console, a quell'epoca fu il NES a ospitare le avventure di Bill e Lance, con la possibilità di giocare fianco a fianco con un amico nel salotto di casa propria.
Questa nuova incarnazione, in uscita il 12 Marzo 2024, riprende il concept originale della serie, uno sparatutto a scorrimento laterale pieno zeppo di nemici e nel quale è così facile morire che quasi non vi accorgerete di quanto sarete in grado di restare in piedi tra nugoli di proiettili, laser pronti ad affettarvi in due e droni cecchini con un unico obiettivo: farvi fuori e nel modo più veloce e doloroso possibile.
Fin dalle prime immagini diffuse da Nintendo, è stato chiaro che Contra: Operation Galuga avrebbe gettato ancora una volta i giocatori in un inferno di proiettili (prima ancora che il termine Bullet Hell spopolasse tra gli hardcore gamer appassionati di sparatutto spaziali) nei livelli iconici della saga, sto parlando della fitta giungla vista nel primo titolo, oppure il villaggio preso d'assalto da robot e mecha giganti corazzati quanto Gundam e altrettanto pericolosi e letali.
Ma tutto questo in chiave nuovo millennio, quindi con il comparto grafico che riveste il gioco in modo più elegante, ma non per questo meno complesso, effetti audio coinvolgenti e che richiamano palesemente l'epoca d'oro degli 8 bit.
La caratteristica distintiva della serie Contra, forse la più conosciuta e che ha saputo far sbocciare un rapporto di amore/odio verso il gioco, è quella della morte istantanea: niente barre d'energia né seconde possibilità sono previste in questa guerra fratricida, perché nel momento in cui il vostro protagonista sfiora un nemico o viene colpito dagli innumerevoli proiettili disseminati nello schermo come promesse di sangue, sarà la fine.
Questo aspetto ha conferito al gioco una longevità incredibile, ovvio, ma anche molti joypad scassati!
Il nuovo Contra sembra promettere bene, e soprattutto è chiaro che i livelli di difficoltà (ne sono stati annunciati tre) permetteranno anche ai neofiti di approcciare la saga, ma siamo sicuri che chi vorrà riprovare le medesime sensazioni di un tempo, potrà farlo con questo nuovo capitolo.
Contra: Operation Galuga si preannuncia dunque impegnativo quanto basta, garantendo un livello di sfida rispettoso del nome di cui si fregia da quasi quarant'anni.
In attesa delle partite frenetiche che verranno, tenetevi pronti: quando verrà il momento, sarà battaglia!
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
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