
di Simon Larocca
30/01/2026
Tocca a tutti, prima o poi. Crescere, diventare adulti, salutare il bambino che siamo stati e che per tutto il resto della nostra esistenza cercheremo, con le unghie e con i denti, di trattenere dentro di noi come una barca di legno ormeggiata con una corda sottile. Una corda che ci ostiniamo a tirare per trattenere qualcosa che è volitivo per natura. Rivedere il film di Spielberg in età adulta è stato come riafferrare quella corda, ormai spezzata, ma non per questo il suo valore è venuto meno negli anni.
I Goonies è un film cult per la generazione degli Anni Ottanta così come la serie Stranger Things lo è per quella odierna, e ancora oggi richiama a sé milioni di fan tra reunion, fiere di settore ed eventi a tema: nel 2025 cadeva il quarantesimo anniversario ed è stata l’occasione perfetta per rimettere mano al joypad del Famicom e rispolverarne la trasposizione videoludica, un titolo divertente e in certe parti piuttosto impegnativo.
Il gioco porta la firma di Konami e costituisce senza ombra di dubbio uno di quei titoli che oggi definiremmo “figli del loro tempo”, espressione che solitamente è sinonimo di qualcosa di poco lusinghiero, ma non sarebbe affatto giusto nei suoi confronti. Questo perché I Goonies è un platform di tutto rispetto a mio avviso, con un level design curato, pur nella sua semplicità strutturale, e la necessità di imparare i pattern dei nemici, simili a topi giganti (?), per poterne avere ragione. Ma più di tutti, reca in sé l’essenza degli Arcade e questo significa che oltre alla mappa, una borraccia e tanto coraggio, nello zaino del giovane avventuriero adolescente che saremo chiamati a essere (o meglio, ritornare a essere) una sola sarà la parola chiave che dovremo portare con noi: pazienza.
Dal punto di vista visivo, I Goonies sfrutta con saggezza la limitata palette del NES. Discorso, questo, che già feci per altri titoli recensiti in questa rubrica e che qui ripeto: Nintendo sapeva bene come sfruttare al massimo le proprie potenzialità “celandone” i difetti con l’esperienza di sviluppatori che ancora oggi fanno scuola alle nuove leve. Il contrasto dei colori è davvero efficace e ogni ambiente è immediatamente riconoscibile non appena ci mettiamo piede. Sorvolando sull’interpretazione fantasiosa di grotte e navi pirata, l’utilizzo di molti effetti grafici e sprite tratti da altri giochi griffati grande N (le fiammate uguali a quelle che emettono i cannoni delle navi volanti presenti in Super Mario Bros 3, per esempio) aiuta il gioco a mantenere un’estetica funzionale, anche se i mitici sfarfallii della console a volte fanno capolino.
Il gameplay accarezza le dinamiche tipiche dei giochi platform puri, addestrando il giocatore a fortificare la coordinazione mano-occhio e il tempismo, fondamentali skills per non morire male dopo dieci secondi, ma anche la componente adventure presenta qualche variazione sul tema. La ricerca di chiavi sblocca-porte e il salvataggio dei compagni saranno operazioni vitali per il prosieguo del gioco.
Il comparto sonoro fa il suo sporco lavoro, adottando come sfondo musicale una selezione di musiche orecchiabili e perfettamente in linea con il mood del periodo, oltre che dei mezzi a disposizione: sì, è proprio come state pensando, la ripetitività dei temi vi uscirà dalle orecchie, ma in fondo è anche questo il bello dell’esperienza, no?
In conclusione, I Goonies è uno di quei titoli che, vuoi per la sua rarità, vuoi per l’importanza che riveste associata a uno dei film di maggior successo della storia del cinema, rimane saldamente ancorato ai ricordi di chi ci giocò con la meraviglia negli occhi in quegli anni lì: oggi forse risente della polvere che ha accumulato, nuovi e più freschi campioni invadono gli schermi dei gamers con potenze grafiche fotorealistiche, ma chiediamoci: un titolo arcade a otto bit è davvero destinato all’oblio, alla m… No, sono sicuro che anche il simpatico Sloth del film non sarebbe d’accordo: perché i Goonies non dicono mai la parola morte.
E io sottoscrivo, con penna d’oca e inchiostro.

Pro
Titolo che sprizza vibes da Nintendo Entertainment System da tutti i pori, o meglio circuiti: sprites, animazioni, nemici, persino gli elementi che compongono gli sfondi e gli stessi oggetti con cui interagire sono riconoscibilissimi
Se vi piacciono i platform e amate i Goonies, se apprezzate il buon vecchio “cerca-chiavi-trova-chiavi-apri-porte-nextlevel” questo è il gioco che fa per voi
Contro
A conti fatti, I Goonies non è un gioco che ridefinisce nuovi standard di gameplay, grafica o trama: riprende le atmosfere avventurose in salsa teen del film, ma non aggiunge nulla di più, deludendo forse chi si aspettava un prodotto che avrebbe potuto “osare”
Simon Larocca
Scrittore e socio di Retroedicola Video Club
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Scrittore e socio di Retroedicola Video Club
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
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