Metal Gear, la leggenda stealth di Kojima in 8 bit!

Metal Gear, la leggenda stealth di Kojima in 8 bit!

C'era una volta

di Simon Larocca

23/01/2026

War never change. La guerra non cambia mai. 

Con questa potente e memorabile frase d’apertura, Solid Snake dava inizio qualche anno fa a quel capolavoro di scrittura che porta il nome di Guns of The Patriots, quarta incarnazione “ufficiale” del nuovo corso dedicato alla saga dell’agente Foxhound più famoso di tutti i tempi. 

Ma prima di questo, prima di Old Snake, prima di tutto il genio creativo che Kojima riversò sulle console di nuova generazione a partire dalla prima PlayStation “grigia”, le complesse trame politico-terroristiche con al centro il gargantuesco mecha Metal Gear erano già state ampiamente sviluppate con la primissima incarnazione del franchise: Metal Gear, appunto, sviluppato da Konami e uscito inizialmente solo su MSX2, nel 1987, poi Nintendo ne intravide il potenziale e ne effettuò la conversione sulla sua macchina a 8 bit per definizione, il NES, il Natale dello stesso anno. Le differenze tra le due versioni non sono affatto esigue, ma bastava davvero poco per apprezzare la versione per la console Nintendo: inserivi la cartuccia, facevi partire il gioco e venivi catapultato in men che non si dica in un worldbuilding complesso e sfaccettato, in pieno stile 8 bit. 

Kojima è sempre andato a braccetto con i giochi arcade (basta leggere il suo curriculum) e l’interpretazione stealth di Metal Gear è impeccabile: la missione del “serpente solido” inizierà proprio a Outer Heaven, uno dei luoghi più importanti e della saga, citato praticamente in ogni capitolo e base operativa di Big Boss, il villain che nel corso degli anni ha subito una fortissima operazione di ret-con e che di fatto costituisce non solo la nemesi di Solid, ma il suo riflesso distorto. Infiltrandosi nella fortezza e stando attenti a non farsi scoprire dai nemici (lo scontro diretto è sempre l’ultima opzione e molto spesso non porterà al successo), Snake incontrerà un prigioniero di lusso, Gray Fox che, pochi anni dopo, diventerà un’icona di stile e raffinatezza letale nella sua tuta da ninja cibernetico. Echeggia ancora, nella mia mente, il suo monologo finale di Metal Gear Solid per PlayStation, i brividi che lascia sulla pelle sono qualcosa che non si può descrivere a parole.

E poi avremo a che fare con lui, il Metal Gear, nome in codice di un carro armato in grado di lanciare testate nucleari da qualsiasi tipologia di terreno: ogni titolo della saga presenta la sua personale versione del robot da guerra semovente, spesso più simile a un mecha alla Evangelion che un vero e proprio strumento di morte da guerra moderna e “realistica”. Il Metal Gear è più che altro un simbolo, molto forte: rappresenta, con la sua imponente e inesorabile presenza, lo spauracchio della guerra del nuovo millennio (soprattutto in questo gioco dove di fatto non lo si affronta direttamente), in contrapposizione appunto con i personaggi del calibro di Snake e Gray Fox, retaggi di carne e ossa di un mondo svanito tra le pieghe della corsa agli armamenti, dove l’onore e la fatica, il sudore e il sangue versato nel corpo a corpo non sono altro che un’eco destinata a morire. 

Article image

Prima missione ufficiale di Solid Snake in questo titolo, che pur con i suoi orridi difetti di traduzione e una sorta di scelte discutibili a livello di gameplay, rimane un caposaldo per la generazione otto bit: colonna sonora coinvolgente, grafica che spreme ai limiti del possibile le limitate risorse cromatiche del NES e la sensazione costante di lanciare uno sguardo al passato sulle origini del più grande eroe Konami.

Potrà sembrare eccessivamente didascalico, ma un pensiero finale vorrei riservarlo alla frase d’apertura: è vero, forse la guerra non cambia mai, ma io ritengo che il segreto risieda comunque nel cambiamento, e che a cambiare dovremmo essere proprio noi. È questa la lezione più importante che ci trasmette Hideo Kojima, con gli splendidi, profondi e spesso devastanti archi narrativi dei suoi personaggi.

Game Cover
8

Pro

I capisaldi della saga kojimiana ci sono già tutti: azione stealth, sceneggiatura fantapolitica di sfondo, esplorazione su più scenari che metterà a dura prova i giocatori

Comparto sonoro molto curato e atmosfere militari che si respirano a ogni angolo: Outer Heaven è un luogo-crocevia per ogni appassionato di Snake e l’epicità è palpabile

Contro

La versione MSX rimane tutt’oggi più completa e curata, priva della dozzinalità delle traduzioni che su NES minano enormemente la fruibilità della trama del gioco, ed è davvero un peccato

Completo
127,43 €
Nuovo
407,75 €
Gradato
448,53 €
author

Simon Larocca

Scrittore e socio di Retroedicola Video Club

Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.

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