di Simon Larocca
18/03/2025
Se i sogni muoiono all’alba, allora quello di Super Soccer sarà uno dei risvegli più tristi di sempre. L’infinita diatriba tra Fisico e Digitale si compone di un nuovo e forse fatale capitolo, apripista per discussioni infuocate su ciò che è bene e ciò che è male nel multiverso commerciale del Videogioco moderno.
Super Soccer, titolo calcistico sviluppato per il Super Nintendo uscito nel 1992 anche da noi, fu un discreto successo: forte di un gameplay divertente e improntato sul tentativo di restituire quanto più possibile un’esperienza simulativa degna di nota, sfruttò abilmente l’onda emotiva generata dal campionato europeo di calcio disputato quell’anno in Svezia.
Super Soccer, anche se lo reputo un buon gioco, non è certo il miglior titolo calcistico disponibile sulla piazza, anzi non sarà nemmeno più disponibile, letteralmente parlando: dal 27 marzo 2025, infatti, verrà rimosso definitivamente dal parco titoli che Nintendo mette a disposizione dei suoi abbonati al servizio on line. Si tratta di un servizio amarcord con cui Nintendo “premia” la fedeltà degli abbonati regalando la possibilità di giocare ai suoi titoli storici, da Super Mario Bros 3 a Excite Bike, passando per chicche semisconosciute in occidente come il gioco del DodgeBall (bellissimo!) e, appunto, outsider di stampo sportivo come Super Soccer.
È la prima volta, questa, che un gioco viene tolto dal catalogo on line di una console, e come vi accennavo all’inizio, non è una buona notizia. In primis perché di fatto viene messa mano nella collezione di giochi a cui un utente, pagante, ha pieni diritti dopo aver siglato l’accordo con la casa madre: io ti do i miei soldi come abbonato e tu mi consenti di giocare ai titoli classici.
Come Keanu Reeves ne “L’avvocato del diavolo”, mi spoglio delle vesti ufficiali di penna affilata che ferisce più della spada del prescelto in Skyrim, e vi racconto come stanno le cose: Super Soccer è un prodotto sviluppato da un’azienda che ne detiene evidentemente ancora i diritti, e con la quale Nintendo non ha raggiunto accordi per continuare a tenerlo sotto la sua ala, l’unica conclusione possibile, ahinoi, è che venga rimosso allo scadere della licenza.
Si ritorna al nervo scoperto del rapporto che vige tra videogioco e chi lo vende, tra chi lo compra e che ne detiene la proprietà: come sapete, abbonarsi a un servizio on line mediante il vostro account associato a una delle console appartenenti al triumvirato moderno dell’intrattenimento videoludico (Sony, Microsoft, Nintendo) non significa aver acquistato il titolo digitale per il quale avete sborsato soldi. La licenza, e quindi la vera proprietà, rimane saldamente in mano a chi vi mette a disposizione l’utilizzo del gioco in questione. Riuscite a intravedere, adesso, il pozzo oscuro oltre le luci intermittenti della torcia che avete in mano? Con la rimozione di Super Soccer, Nintendo ha dato vita a un precedente, quel pozzo nero di prima, dove prima o poi potrebbero cadere tutti i giochi che abbiamo comprato in formato digitale e che, se dovessero chiudere i battenti gli store on line, verranno rimossi dal nostro cloud. Per sempre.
Il valore della preservazione, concetto di cui spesso addetti e non ai lavori si riempiono la bocca, non risiede nel dare in pasto agli abbonati i titoli che hanno reso grande questo settore e magnifica l’età dell’adolescenza, e non solo, di chi scrive e probabilmente legge, se poi con un colpo di spugna ben assestato questo patrimonio culturale viene spazzato via. Preservare è vita, preservare è permettere che un gioco, un film, una canzone e le emozioni a essi legate esistano e resistano negli anni a venire, al di fuori delle solite logiche di mercato. Diamo valore al fisico: rafforziamo noi stessi, in prima linea, il significato dell’eredità videoludica che solo un titolo capace di appagare tutti e cinque i sensi, compreso il tatto, può regalarci.
Perché non so voi, ma io ho sempre odiato il tipo antipatico che, al termine della partitella di calcio in cortile, dopo aver condiviso sudore, calci sugli stinchi e ginocchia sbucciate, decideva di portarsi a casa il pallone fregandosene di tutti gli altri.
Simon Larocca
Scrittore e socio di Retroedicola Video Club
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Scrittore e socio di Retroedicola Video Club
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
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