
di Simon Larocca
20/11/2025
Che cosa accomuna la cinematografia di Nolan, i romanzi di Philip K.Dick e la serie di Octopath Traveler? Se non lo sapete, ve lo dico io: la prospettiva. Non sempre una storia si rivela agli occhi di chi ne fruisce nella sua linearità apparente, non nella sua interezza almeno: la necessità di osservare tutto ciò che viene narrato da diversi punti di vista, collocati in luoghi e spesso anche in momenti temporali diversi, permette allo spettatore, al lettore o al videogiocatore di comprendere il quadro generale solamente se allontana un po’ il suo sguardo.
Octopath Traveler 0, il prossimo attesissimo titolo della serie omonima in uscita il 4 dicembre 2025 per tutte le piattaforme next-gen, si baserà proprio su questo principio così semplice eppure efficacissimo, come i suoi predecessori.
Resa famosa dal primo bellissimo capitolo inizialmente solo su Nintendo Switch nel 2018, la saga di Octopath Traveler si distinse fin da subito per la grafica HD-2D con sprite a 16 bit in stile Super Nintendo, per capirci, e ambienti poligonali più elaborati, ma soprattutto per la particolare impostazione narrativa adottata da “mamma” Square Enix: otto personaggi giocabili e molto diversi tra loro, ognuno con la propria story-line fortemente aderente al background, spesso drammatico, che li accomuna e un percorso, un path appunto, che li porterà a esplorare il variopinto e maestoso continente di Orsterra, fino a intrecciare il proprio cammino con tutti gli altri.
Octopath Traveler 0 parte da questo presupposto e ne espande il gameplay su più fronti: è ormai stata confermata da tempo la presenza di più di trenta personaggi recrutabili nel nostro gruppo, anche se in battaglia potremo portarne solo otto (mantenendo così il collante con il titolo della serie e la sua più evidente caratteristica).
Essendo un sistema di combattimento a turni, come i primi sei capitoli del leggendario Final Fantasy, da cui apertamente e dichiaratamente prende spunto omaggiandoli, ritroveremo l’approccio tattico dei capitoli precedenti, almeno da quanto visto, con la possibilità di scegliere se far scendere in battaglia tutti e otto i personaggi oppure no. Quanto inciderà sulla difficoltà degli scontri e la loro rilevanza e profondità, questo lo si potrà capire solo quando avremo tra le mani il gioco.
Se è vero che la trama principale si legherà indissolubilmente agli eventi narrati nei due titoli usciti in passato per console, è doveroso fare il punto della situazione sull’aspetto più importante a livello di connessioni narrative: Octopath Traveler 0, infatti, altro non è che la prosecuzione ideale delle storyline create per il titolo su mobile del 2020, quel Champions of the Continent che ha diviso la critica e anche il pubblico, con i suoi famigerati (almeno per chi scrive) elementi gacha e una progressione di trama fortemente influenzata da microtransazioni e brutture varie. Con OT 0, dunque, Square Enix di fatto corre ai ripari con la consapevolezza di non poter più sbagliare e tradire le aspettative della schiera di fan che nel corso degli anni Octopath ha saputo conquistare e divertire: Champions of the Continent aveva dalla sua una serie di innovazioni e plot twist di tutto rispetto (lo provai al tempo, posso assicurarvelo) che in 0 dovrebbero ritornare, espansi e definiti in modo da potersi legare con più armonia, e coerenza, con la minaccia degli anelli divini.
Per i collezionisti, possiamo già dire che la Collector’s Edition prevista è a dir poco incredibile: oltre all’anello Ring of the Flamebringer, ci saranno anche gadget bellissimi come il mazzo di carte ufficiale, un set di dadi, l’immancabile colonna sonora e un libro con le fan-art esclusive.
Ricominciare da zero per ritrovare, nella nostalgia del 16 bit, lo scorcio del futuro che sogniamo per i nostri amati giochi di ruolo: è tutto quello che chiediamo alla prossima fatica firmata Square Enix.
Simon Larocca
Scrittore e socio di Retroedicola Video Club
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
Simon Larocca
Scrittore e socio di Retroedicola Video Club
Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.
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