The Outer World 2, Colonie e realtà che collassano per il ritorno di un classico!

The Outer World 2, Colonie e realtà che collassano per il ritorno di un classico!

Nuove uscite

di Simon Larocca

20/11/2025

L’universo, le stelle, le galassie lontane lontane e i mastodontici leviatani, capaci di assorbire la luce e interi mondi e che chiamiamo buchi neri, con un misto di terrore ancestrale e curiosità felina, rappresentano per noi comuni mortali il punto più alto che il concetto di mistero potrà mai raggiungere. La comunità sci-fi videoludica vive spesso di ricordi, si sa, di quei capolavori leggendari e altalenanti prodotti che, nel corso dei decenni, hanno saputo entusiasmare i suoi membri (Wing Commander e Defenders indietro nel tempo, la saga di Mass Effect più recentemente) e infliggere delusioni con la potenza del raggio di un phaser a massima potenza (The Callisto Protocol su tutti, ma per colpa di aspettative altissime disattese per svariati motivi).

Ed è proprio in base a quelle aspettative, ampiamente rispettate con il suo bellissimo predecessore, che la nuova opera di Obsidian Entertainment si appresta a decollare verso lo spazio profondo, alla ricerca di nuove colonie e realtà in pieno collasso da salvare: The Outer World 2 è uscito il 29 ottobre 2025 su Xbox Series X/S, PlayStation 5 e su PC.

Il primo capitolo venne pubblicato nel 2019: non c’è bisogno nemmeno di dirlo (lo faccio lo stesso perché sono puntiglioso), ma nel ventunesimo secolo, in termini videoludici, sei anni costituiscono un’eternità torturante per tutti coloro stimolati dall’hype crescente a ogni voce di corridoio sul possibile seguito. Cercando di non rovinare la vostra prossima esperienza di gioco con odiosi spoiler che raccontano parti fondamentali del primo TOW, vi basti sapere che la trama di gioco di questo seguito sembra prendere le distanze dal capitolo precedente, e non solo a livello di ambientazione. Il protagonista che muoveremo, un Agente del Direttorato Terrestre, si ritroverà nella colonia di Arcadia, con il compito di investigare su una serie di eventi che stanno gettando i semi dell’apocalisse totale: fratture pericolosissime si stanno aprendo, una dopo l’altra. Il nostro obiettivo sarà proprio quello di indagare, e nel frattempo… vivere la vita sulla colonia prendendo scelte difficili e, già che ci siamo, costruire la nostra leggenda.

Obsidian e i suoi ragazzi non sono nuovi ad avventure stratificate e profonde, dove la personalizzazione di ogni aspetto della storia viene focalizzata a misura del protagonista: tra i loro lavori più incredibili, lasciatemelo dire, figurano Pillars of Eternity e l’indimenticabile Neverwinter Nights 2, esempi fulgidi di come si struttura una macrotrama disseminata di quest secondarie ben scritte e in grado di infondere ancora più valore all’economia totale del gioco.

Un famoso video-gameplay di venti minuti ha rivelato le intenzioni di Obsidian, ossia dare ampio spazio all’esplorazione di un mondo di gioco molto più vasto, interagibile e in continua evoluzione attorno a noi. Un aspetto fondamentale dell’esperienza di The Outer World e che anche nel seguito sembra candidarsi a un livello ancora più alto, per quanto riguarda stringhe di dialogo, caratterizzazione e impatto nell’avventura (non solo narrativamente parlando, ma anche durante gli scontri, ecc) è la presenza di personaggi non giocanti. Interagire con loro sarà parte integrante dell’avventura, o almeno è questo ciò che gli sviluppatori hanno promesso, fin dagli albori della diffusione on line del concept del titolo di prossima uscita. Arruolarli e farli diventare nostri compagni ci darà la possibilità concreta di sbloccare nuove modalità di approccio nelle missioni: so bene cosa state pensando, sia voi dal grilletto facile che coloro che invece amano rendersi invisibili come ninja dello spazio, e sì, tutti questi elementi saranno personalizzabili in base ai vostri gusti. E, ovviamente, ogni scelta avrà le sue conseguenze.

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Simon Larocca

Scrittore e socio di Retroedicola Video Club

Mi chiamo Simon Larocca, e sono un videogiocatore, collezionista e amante della cultura pop in tutte le sue forme. Vado al cinema ogni volta che posso, leggo da quando porto gli occhiali, quindi da sempre, e ho la passione per lo storytelling in tutte le sue forme, così dirompente da farla diventare una professione. Ma come direbbe Doc di Ritorno al Futuro, non ci sarebbe presente se non si guardasse al passato con rispetto e ammirazione, ed è il Simon bambino di più di trent’anni fa, anno più anno meno.

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